30 Secondo l’ultimo rapporto semestrale dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT), nel 2025 si sono registrati circa 960 000 transiti di autocarri attraverso le Alpi. Circa lo stesso numero dell’anno precedente... e soprattutto ben oltre l’obiettivo prestabilito dalla legge nell’ambito dell’Iniziativa delle Alpi, ovvero 650 000 transiti l’anno. Allo stesso tempo, è diminuita la percentuale di traffici ferroviari nel cosiddetto contro-shift modale, passando dal 70,3 % al 68,6 %. Particolarmente evidente è stata la riduzione del volume di trasporti su rotaia: il volume di merci trasportate su treno attraverso le Alpi è complessivamente diminuito del 7,5 % rispetto al 2024. Si conferma così una tendenza che mette sempre più sotto pressione gli obiettivi della Svizzera in materia di politica dei trasporti. Questi ultimi prevedono il trasferimento della maggior parte del traffico di merci transalpino dalla strada alla rotaia. Un freno imputabile alle reti estere Le ragioni di quest’evoluzione sono varie. Ma uno dei fattori principali è senza dubbio la scarsa affidabilità del trasporto internazionale di merci su rotaia. Si registrano regolarmente perturbazioni, in particolare lungo le grandi assi nord-sud, soprattutto in Germania, dove i cantieri, le interruzioni delle tratte e le limitazioni di capacità rallentano il traffico. Per le aziende del settore logistico, tutto questo si traduce in incertezza; è senza dubbio per questo motivo che molte di loro tornano a spostarsi maggiormente verso il trasporto su strada. A tutto questo si aggiunge il clima economico di forte tensione. Il generale calo della domanda di trasporto Il transito alpino è in difficoltà La modalità ferroviaria perde terreno TESTO: DANIEL VON KÄNEL FOTO: DANIEL VON KÄNEL/ WIKI L’«autostrada viaggiante» è stata sospesa. In Svizzera molte merci vengono trasportate via rotaia, ma il transito alpino rimane problematico.
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